giovedì 26 maggio 2011

Verde-Mojito è il colore del cambiamento


Sabato 28 maggio 2011, al "Social shopping" (corso Fanti, 85 a Carpi) presenteremo Occupiamo l'Emilia, all'interno dell'Ethic hour, assapora lo stile che c'è in te (un nuovo modo di intendere l'aperitivo del sabato sera).

Oltre a confrontarci con la cittadinanza sull'avanzata della Lega Nord in regione, stabiliremo una volta per tutte qual è il drink preferito del Carroccio... al momento parrebbe il mojito.

martedì 17 maggio 2011

Cambia casa?









Le analisi sul risultato elettorale bolognese ed emiliano-romagnolo si moltiplicano. Intanto il candidato sindaco di Bologna, Manes Bernardini, ha convocato per oggi pomeriggio una conferenza stampa per "commentare i dati".








E nella notte, qualche bolognese (presumibilmente non troppo leghista) ha lasciato il suo primo commento sulla porta della sede del Carroccio in via Ugo Bassi, rimasta sfitta per qualche settimana a causa del trasferimento del quartier generale (la "Casa del Sindaco") di Bernardini in via Nazario Sauro.



Il fallimento del "killer" con la faccia pulita

Cominciano le analisi sulle ragioni della sconfitta della Lega.
A seguire, quella proposta a caldo da Il Fatto Quotidiano.

Nel pomeriggio di ieri Merola se n’è andato tranquillamente al cinema, ha detto basta ai numeri, l’astensione, le percentuali: “Ora non resta che aspettare, quello che dovevamo lo abbiamo fatto”, ha detto agli amici. Così ha salutato tutti ed è andato al cinema a vedere Red, film con Bruce Willis e Morgan Freeman, la storia di un ex agente della Cia che vive isolato dal resto del mondo, ma a un certo punto dovrà difendersi da un giovane killer iper-tecnolocizzato. Non proprio una pellicola rilassante, visto che lui un killer sulle spalle ce l’aveva, metaforicamente parlando, e porta il nome di Manes Bernardini, il padano dalla faccia pulita che vuole una Bologna ai bolognesi (anche se lui vive in un altro comune, a Casalecchio di Reno, e manco è riuscito a votarsi) e il decentramento del ministero della pubblica istruzione, perché “Bologna è la capitale della cultura” (Bologna, piazza Maggiore domenica 8 maggio).

Bernardini, apparentemente sempre più rilassato di Merola, ieri ha accompagnato la moglie a votare, poi si è dedicato alla famiglia. Il ragazzo voluto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, assecondando l’idea fissa del trota, alias Renzo Bossi, e cioè padanizzare l’Emilia Romagna, sembrava – almeno nel primo pomeriggio – poter arrivare al ballottaggio. Poi le proiezioni lo hanno gelato. Eppure di fattori a suo favore ne aveva: l’effetto Sergio Cofferati, il sindaco-assente, poi Flavio Delbono, il protagonista della love story del decennio a spese pubbliche, e una campagna che il vertice del Carroccio gli ha fatto con tutte le forze a disposizione. Ma non è bastato. Anzi, probabilmente è stata la Lega stessa a danneggiarlo (vedi Tremonti e Calderoli), pur lasciandogli mano libera sul programma, la posizione in merito agli immigrati (“non dico di sparargli come ha fatto Speroni”, Bologna lunedì 2 maggio), l’accoglienza, le politiche per la città. Lo hanno lasciato fare, fino a guadagnarsi, l’avvocato Manes, un posto nell’olimpo – riservato a pochissimi – dei leghisti dalla faccia pulita.

Romagna: la sconfitta di Pini

Débâcle anche in Romagna per la Lega.
Sconfitto il potente deputato Gianluca Pini, ras romagnolo del Carroccio, anche nel comune di Pennabilli in Valmarecchia - luogo simbolo per eccellenza della Lega dopo le vicende che avevano portato sette comuni alla secessione dalle Marche per passare all'Emilia-Romagna.
Pini si era candidato sindaco proprio a Pennabili. Non ce l'ha fatta: ha vinto la Civica di centro-sinistra guidata da Lorenzo Valenti.

A Rimini Gioenzo Renzi, candidato imposto dallo stesso Pini, va al ballottaggio con il candidato di centro-sinistra Andrea Gnassi. Un risultato sicuramente positivo per il centro-destra, ma la Lega raggranella solo un 7,30 % che, rispetto al 26,25 % del PDL, ribalta completamente i rapporti di forza tra i due alleati.

Senza storia la corsa a Ravenna, sia in Comune che in Provincia.

La Lega rimanda la 'occupazione' dell'Emilia

Bologna, 16 mag. (TMNews) - "Il prossimo anno vinciamo Bologna, l'anno dopo Parma e Piacenza, due anni dopo il resto dell'Emilia. E' una promessa che avevamo fatto, un gradino alla volta ci arriviamo". La promessa fatta a Pontida lo scorso giugno da Angelo Alessandri, presidente federale della Lega Nord e anche segretario della in Emilia-Romagna, probabilmente non vale più. A Bologna il Carroccio si ferma a quota 10% e il candidato Manes Bernardini, che puntava almeno al ballottaggio, cede il passo e consegna di fatto lo scranno di primo cittadino al democratico Virginio Merola. Così anche negli altri comuni in cui si è votato.

L'"occupazione dell'Emilia", quel progetto di crescita tanto atteso per arrivare ad agganciare le altre tre locomotive economiche del Nord (Veneto, Piemonte e Lombardia), è rimandato "sine die". Colpevole l'abbraccio mortale con Berlusconi che, anche in Emilia-Romagna, ha penalizzato il popolo padano.
Per un'analisi più approfondita occorrerà aspettare i risultati finali e i flussi. Ma ormai alla fine dei conteggi dei seggi, il verdetto è chiaro. A Bologna Lega e Pdl non vanno oltre il 29% (oltre 33mila voti): agli ex di Forza Italia spetta il 15% delle preferenze, mentre il Carroccio deve accontentarsi del 10%. Il voto bolognese è emblematico: Bernardini è stato "nominato dall'alto" come candidato a sindaco, a seguito di un summit romano tra Berlusconi e Bossi. La decisione non è stata apprezzata dal Pdl locale che, fin da subito, ha giudicato "inspiegabile" questa "autocandidatura".

La campagna elettorale è proseguita senza particolari litigi, ma il "gelo" era percepibile ad ogni incontro programmato con tutti i ministri che hanno fatto tappa a Bologna. Il finale della campagna elettorale dice tutto: una settimana fa sul palco allestito in piazza Maggiore c'erano Bossi e Tremonti, ma ad ascoltare il comizio si sono presentati sì e no tremila persone.

A Ravenna - la patria di Gian Luca Pini, il parlamentare che ha proposto una legge per la secessione della Romagna dall'Emilia - il ritornello è simile: per la Provincia (dove stravince il centrosinistra con il 62%) il candidato Capucci si ferma al 26% (Pdl 15% e Lega 11%); per il Comune (riconfermato il sindaco democratico Matteucci col 57%) la Lega si deve accontentare del 7,7%. A Rimini, forse ancora peggio: il candidato del centrodestra Renzi costringe il centrosinistra con Gnassi al ballottaggio, ma il Carroccio totalizza appena il 7,3% delle preferenze; in una terra "amica", i padani si fanno superare dai grillini (che totalizzano oltre il 10%).

Tornando a Bologna, la Lega riuscirà probabilmente a piazzare tre uomini in Consiglio comunale oltre al candidato Manes Bernardini, mentre il Pdl forse anche cinque. Oggi il "giovane Manes" tenuto a braccetto da Maroni e da Bossi, si è chiuso in silenzio stampa nella sua "Casa del sindaco" allestita in pieno centro per la campagna elettorale. Qualche mese fa, nel documentario "Occupiamo l'Emilia" aveva detto: "Oggi come oggi, a Bologna c'è una classe dirigente della Lega che ha tutte le carte in regola per dare prova di sé e di buona amministrazione. Perché quello che manca a Bologna è un sentimento di appartenenza e di orgoglio bolognese che in qualche modo bisogna mettere sul piano della bilancia, che deve essere anche quello di un autentico esamine da parte di chi andrà a votare". Il sogno è rimandato, secondo i leghisti, anche per colpa del Pdl.

(P. Tomassone)

LINK
Merola sindaco al primo turno, respinto l'assalto della Lega.
In rotta l'alleanza del Nord. Lega e PDL, disastri in serie.

domenica 8 maggio 2011

Se la fantapolitica confina con la realtà

Il Dirigibile, settimanale romano online, dedica un pezzo al fenomeno dell'avanzata della Lega in Emilia come una sorta di preludio alla discesa verso il Centro Italia.

Sembra fantapolitica, invece è pura realtà. In Emilia Romagna, regione tradizionalmente "rossa" per eccellenza, dove i partiti di centro-sinistra, hanno avuto storicamente una forte adesione dell'elettorato, fino a costituire negli anni una vera e propria egemonia, la Lega Nord sta ottenendo sempre maggiori consensi, fino a superare nelle elezioni comunali del 2010 la soglia del 10% delle preferenze in 308 dei 348 municipi della Regione. A rivelarlo è un libro-inchiesta di tre giornalisti secondo cui il mutamento non riguarderebbe soltanto l'Emilia Romagna ma l'intero Paese. In "Occupiamo l'Emilia" questo il titolo del libro-inchiesta seguito da un documentario si avanza inoltre l'ipotesti che l'ascesa della Lega potrebbe rivelarsi vincente nella regione tradizionalmente governata dai partiti di centro-sinistra, andandosi quindi a saldare con Veneto, Lombardia e Piemonte, le tre regioni motori portanti dell'attività economica e produttiva del Paese. Gli intenti di alcuni politici leghisti, di "tingere di verde la rossa Emilia", starebbero gradualmente e inesorabilmente trasformandosi in un dato di fatto.

Leggi tutto l'articolo di Marco Rota.

Segnaliamo anche un articolo da La Gazzetta di Parma del 15 aprile scorso che non avevamo inserito in rassegna stampa.

sabato 7 maggio 2011

Più toponi, meno maroni






Il supporter migliore è Topone (in arte Gilberto Tartarini). Il più imbarazzante è invece Bobo (in arte Roberto Maroni) che - con tutto il rispetto per la carica di ministro - a Bologna è arrivato per pubblicizzare la candidatura a sindaco del giovane Manes Bernardini a una decina di giorni dalle elezioni, ma alla fine ha incontrato una dozzina di simpatizzanti dentro la sede elettorale e ha paralizzato la città per un giorno intero, muovendo decine di giovani dei collettivi e centri sociali bolognesi che hanno dovuto fare gli straordinari vista la manifestazione per lo sciopero generale della Cgil e obbligando centinaia (CENTINAIA) di poliziotti e carabinieri a vestirsi da Star Trek per un giorno intero, per bloccare tutte le vie del centro storico. Se questo porterà voti al candidato del Carroccio si vedrà il 15 e 16 maggio. Certo un casino del genere lo si è visto poche volte nel capoluogo di regione che di contestazioni è abituato da tempo.



Topone, che è candidato alle amministrative per il Consiglio comunale di Bologna, si presenta da solo in questo video pescato dalla rete (sito della Lega Nord), ma due chiacchiere le abbiamo scambiate anche noi, in attesa dell'arrivo delle quattro macchine della scorta e del ministro dell'Interno, in via Nazario Sauro 5 (la Casa del Sindaco), dove era convocata per le 17,30 del 6 maggio una conferenza stampa. «Io ho fatto parte del Fronte della Gioventù - spiega Gilberto Topone Tartarini - ed eravamo 600 iscritti durante gli anni di piombo. Oggi i camerata mi votano. Ad agosto compio 68 anni, sono un pensionato della meccanica, ma tra qualche mese torno a lavorare... perché come si fa a stare a casa senza fare niente?!». «Perché Topone? - continua - Perché allora contavi solo se avevi un soprannome». Insomma «chi mi vuole votare può scrivere sia "topone" che "gilberto tartarini"».



In conferenza stampa si continua a sorridere. Il ministro Maroni - oltre a dare dei «fascisti rossi» ai giovanotti che lo contestavano - ha cominciato a sfogliare il programma elettorale del candidato Bernardini "Finalmente Bologna!". «E' un programma intenso, pieno di cose interessanti che rendono il progetto di governo non solo credibile, ma completo. L'ho sfogliato prima e mi è piaciuto. Anzi quasi quasi lo prendo che lo porto nei miei viaggi per farlo vedere ad altri candidati».
Maroni non deve scomodarsi: può semplicemente entrare nel sito della Lega Nord nazionale e scaricare nella sezione "elezioni modulistica" il materiale preparato da Pastore, Marelli, Tabacco, Tolettini, Spinnato, Quaglia e Marraccini per venire incontro ai candidati dell'ultima ora, o a quelli che hanno tante idee ma non sanno come scriverle. Ironia (!!!) a parte, nelle "Indicazioni per la stesura del programma elettorale per i comuni" si trovano tutti i punti che il buon Manes ha utilizzato per il suo libretto distribuito alle famiglie bolognesi... compreso il capitolo n. 26 "I diritti degli animali".




La cronaca della giornata - compresi la "carica leggera" dell'Arma per sfollare i centri sociali vicino la Prefettura, con un fermato poi rilasciato immediatamente - si può leggere qui e qui.
In attesa del grande evento di domani sera (domenica 8 maggio) in Piazza Maggiore, con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il leader del Carroccio Umberto Bossi, insieme sul palco per l'ultima settimana di campagna elettorale. Visti i precedenti, la città sarà blindata fin dall'autostrada... quindi conviene guardarsi lo spettacolo in tv, magari in differita.



martedì 3 maggio 2011

La prima volta. A Parma.

Giovedì 5 maggio alle 18,30 alla libreria Coop del Centro Torri, Parma, sarà presentato il libro-documentario "Occupiamo l'Emilia" (Diabasis). E' previsto un incontro con gli autori Stefano Aurighi, Davide Lombardi e Paolo Tomassone.



lunedì 2 maggio 2011

Sinistre defezioni

In un'intervista al Corriere Bologna, l'urbanista Pier Luigi Cervellati, ex assessore di varie giunte rosse dal 1964 al 1980, dichiara la propria intenzione di voto per il leghista Manes Bernardini.


"Io, urbanista del PCI, oggi voto Lega"/center>