Il Dirigibile, settimanale romano online, dedica un pezzo al fenomeno dell'avanzata della Lega in Emilia come una sorta di preludio alla discesa verso il Centro Italia.
Sembra fantapolitica, invece è pura realtà. In Emilia Romagna, regione tradizionalmente "rossa" per eccellenza, dove i partiti di centro-sinistra, hanno avuto storicamente una forte adesione dell'elettorato, fino a costituire negli anni una vera e propria egemonia, la Lega Nord sta ottenendo sempre maggiori consensi, fino a superare nelle elezioni comunali del 2010 la soglia del 10% delle preferenze in 308 dei 348 municipi della Regione. A rivelarlo è un libro-inchiesta di tre giornalisti secondo cui il mutamento non riguarderebbe soltanto l'Emilia Romagna ma l'intero Paese. In "Occupiamo l'Emilia" questo il titolo del libro-inchiesta seguito da un documentario si avanza inoltre l'ipotesti che l'ascesa della Lega potrebbe rivelarsi vincente nella regione tradizionalmente governata dai partiti di centro-sinistra, andandosi quindi a saldare con Veneto, Lombardia e Piemonte, le tre regioni motori portanti dell'attività economica e produttiva del Paese. Gli intenti di alcuni politici leghisti, di "tingere di verde la rossa Emilia", starebbero gradualmente e inesorabilmente trasformandosi in un dato di fatto.
Leggi tutto l'articolo di Marco Rota.
Segnaliamo anche un articolo da La Gazzetta di Parma del 15 aprile scorso che non avevamo inserito in rassegna stampa.
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domenica 8 maggio 2011
mercoledì 27 aprile 2011
Tra Bologna e Rimini, la Lega "mangia" il PDL
L'articolo di Stefano Aurighi su "Il venerdì di Repubblica" n. 1205.
La Lega, ultima riserva d’ossigeno per il governo Berlusconi, batte cassa in Emilia-Romagna e costringe il Cavaliere (e i suoi scudieri locali) ad accettare candidati leghisti alle amministrative di metà maggio. Una vera e propria implosione del Pdl, costretto a un’inversione di ruoli e ridotto a portatore d’acqua degli alleati. A rompere gli indugi a metà marzo è stata Rosi Mauro, vicepresidente del Senato e responsabile del Carroccio in Emilia con Angelo Alessandri. Irritata dalle lungaggini in casa Pdl per la scelta del candidato sindaco a Bologna, la Mauro ha violato ogni protocollo e presentato, in piazza, e con la benedizione di Maroni, il consigliere regionale Manes Bernardini, indicandolo come il candidato della Lega. E il Pdl? Se vuole, si accodi...
Apriti cielo. Il Pdl, allo sbando, per un po’ ha invocato regole e sondaggi. Poi, l’ordine da Roma: Bernardini, trentaseienne leghista con un nome etrusco e una moglie pugliese, guiderà la coalizione. Filippo Berselli, coordinatore regionale del Pdl, irritatissimo: «Non capisco, ma mi adeguo». Bernardini, ora, se la vedrà con il candidato pd Virginio Merola, incoronato dalle primarie ma inciampato subito su una gaffe calcistica («spero che il Bologna vada in A» – la squadra c’è già).
Anche a Rimini il Pdl mastica amarissimo, costretto a sacrificare sull’altare della Realpolitik il proprio candidato sindaco, Marco Lombardi. Berlusconiano con manifesti già stampati, Lombardi è però sgradito a Gianluca Pini, potente segretario della Lega Nord Romagna: «Lombardi? Un cavallo bolso, garante della non belligeranza con il Pd e i poteri cittadini» dice Pini, che al Pdl ha imposto non un leghista, ma l’ex missino Gioenzo Renzi.
Un doppio sgarbo, insomma, con il Carroccio a dettar legge direttamente in casa Pdl. Lombardi, lo sconfitto, la spiega così: «L’alternativa era proseguire divisi dalla Lega al primo turno o subire l’imposizione di Pini andando insieme. Per il bene della città, ho deciso per questa seconda soluzione». Il neo-candidato Renzi, invece, la legge in un altro modo: «I sondaggi Euromedia mi davano tra i più graditi in casa Pdl, sottolineando anche come io raccolga consensi pure nell’area di Sel, dei grillini del Movimenti 5 Stelle e degli astensionisti».
Renzi, a Rimini, troverà sulla sua strada come avversario Andrea Gnassi, del Pd, molto popolare in città e anche lui forte dell’investitura delle primarie. Ma, come Merola, zoppicante sulla comunicazione: «Rimini volta pagina», recita, infatti, il suo slogan. E, nel Pd, qualcuno mugugna: perché, in questi anni avevamo lavorato così male?
La Lega, ultima riserva d’ossigeno per il governo Berlusconi, batte cassa in Emilia-Romagna e costringe il Cavaliere (e i suoi scudieri locali) ad accettare candidati leghisti alle amministrative di metà maggio. Una vera e propria implosione del Pdl, costretto a un’inversione di ruoli e ridotto a portatore d’acqua degli alleati. A rompere gli indugi a metà marzo è stata Rosi Mauro, vicepresidente del Senato e responsabile del Carroccio in Emilia con Angelo Alessandri. Irritata dalle lungaggini in casa Pdl per la scelta del candidato sindaco a Bologna, la Mauro ha violato ogni protocollo e presentato, in piazza, e con la benedizione di Maroni, il consigliere regionale Manes Bernardini, indicandolo come il candidato della Lega. E il Pdl? Se vuole, si accodi...
Apriti cielo. Il Pdl, allo sbando, per un po’ ha invocato regole e sondaggi. Poi, l’ordine da Roma: Bernardini, trentaseienne leghista con un nome etrusco e una moglie pugliese, guiderà la coalizione. Filippo Berselli, coordinatore regionale del Pdl, irritatissimo: «Non capisco, ma mi adeguo». Bernardini, ora, se la vedrà con il candidato pd Virginio Merola, incoronato dalle primarie ma inciampato subito su una gaffe calcistica («spero che il Bologna vada in A» – la squadra c’è già).
Anche a Rimini il Pdl mastica amarissimo, costretto a sacrificare sull’altare della Realpolitik il proprio candidato sindaco, Marco Lombardi. Berlusconiano con manifesti già stampati, Lombardi è però sgradito a Gianluca Pini, potente segretario della Lega Nord Romagna: «Lombardi? Un cavallo bolso, garante della non belligeranza con il Pd e i poteri cittadini» dice Pini, che al Pdl ha imposto non un leghista, ma l’ex missino Gioenzo Renzi.
Un doppio sgarbo, insomma, con il Carroccio a dettar legge direttamente in casa Pdl. Lombardi, lo sconfitto, la spiega così: «L’alternativa era proseguire divisi dalla Lega al primo turno o subire l’imposizione di Pini andando insieme. Per il bene della città, ho deciso per questa seconda soluzione». Il neo-candidato Renzi, invece, la legge in un altro modo: «I sondaggi Euromedia mi davano tra i più graditi in casa Pdl, sottolineando anche come io raccolga consensi pure nell’area di Sel, dei grillini del Movimenti 5 Stelle e degli astensionisti».
Renzi, a Rimini, troverà sulla sua strada come avversario Andrea Gnassi, del Pd, molto popolare in città e anche lui forte dell’investitura delle primarie. Ma, come Merola, zoppicante sulla comunicazione: «Rimini volta pagina», recita, infatti, il suo slogan. E, nel Pd, qualcuno mugugna: perché, in questi anni avevamo lavorato così male?
venerdì 15 aprile 2011
La Lega e i cavalli di battaglia "rossi"
Sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola, un articolo dedicato alla variabile parmense di "Occupiamo l'Emilia".
venerdì 8 aprile 2011
Paolo Tomassone intervistato da Laseradiparma.it
E alla fine arrivò la smentita di Italia Oggi anche sul web
Dopo numerose sollecitazioni via mail, alla fine Italia Oggi pubblica anche sul web la nostra secca smentita all'articolo di Giorgio Ponziano dedicato a "Occupiamo l'Emilia" (Qui il pdf, a eterna memoria)
giovedì 7 aprile 2011
Secessione o federalismo?
Oggi Repubblica Parma presenta un video con alcune scene di "Occupiamo l'Emilia" girate nel parmense.
martedì 5 aprile 2011
lunedì 4 aprile 2011
Fra la Via Emilia e il Carroccio. Così la Lega ruba voti al PD
Davide Turrini, su ilfattoquotidiano.it edizione Emilia-Romagna, presenta "Occupiamo l'Emilia" con un'intervista a Stefano Aurighi.
Fora da i ball. Sì, ma non i tunisini o i libici. Fuori dalle scatole ci sono finiti, e ci stanno finendo, gli ex votanti, militanti e simpatizzanti dell’ex Pci-Pds-Pd dell’Emilia Romagna. O meglio, di elettori di sinistra in regione, dopo essere saliti in parecchi sul Carroccio di Bossi, sembra ce ne siano sempre meno. Questo il trend elettorale, refrain politico e culturale, dell’assalto leghista alla regione rossa per eccellenza, raccontato nel documentario Occupiamo l’Emilia: in tour per dodici sale dell’Emilia-Romagna tra cui il 13 aprile il Lumiere di Bologna e per ultimo il 23 maggio il Saffi d’essai di Forlì. Un quadro oggettivo di una realtà in rapida evoluzione che mescola interviste dirette ai dirigenti del Carroccio, semplici cittadini, filmati di TelePadania e di youtube, per comprendere l’avanzata della Lega da Piacenza a Rimini, passando da Bologna, dove il candidato a sindaco della Lega Nord Manes Bernardini è diventato il candidato ufficiale per la carica di primo cittadino dell’intero Pdl.
Leggi tutto l'articolo su Il Fatto.
Fora da i ball. Sì, ma non i tunisini o i libici. Fuori dalle scatole ci sono finiti, e ci stanno finendo, gli ex votanti, militanti e simpatizzanti dell’ex Pci-Pds-Pd dell’Emilia Romagna. O meglio, di elettori di sinistra in regione, dopo essere saliti in parecchi sul Carroccio di Bossi, sembra ce ne siano sempre meno. Questo il trend elettorale, refrain politico e culturale, dell’assalto leghista alla regione rossa per eccellenza, raccontato nel documentario Occupiamo l’Emilia: in tour per dodici sale dell’Emilia-Romagna tra cui il 13 aprile il Lumiere di Bologna e per ultimo il 23 maggio il Saffi d’essai di Forlì. Un quadro oggettivo di una realtà in rapida evoluzione che mescola interviste dirette ai dirigenti del Carroccio, semplici cittadini, filmati di TelePadania e di youtube, per comprendere l’avanzata della Lega da Piacenza a Rimini, passando da Bologna, dove il candidato a sindaco della Lega Nord Manes Bernardini è diventato il candidato ufficiale per la carica di primo cittadino dell’intero Pdl.
Leggi tutto l'articolo su Il Fatto.
martedì 22 marzo 2011
Tre giornalisti bolognesi venerdì saliranno nel piacentino
La Cronaca cittadina e La Libertà di Piacenza presentano oggi la serata di venerdì in cui verrà proiettato "Occupiamo l'Emilia".
venerdì 18 marzo 2011
C'è un documentario che gira da mesi
Dello scontro all'interno del centro-destra bolognese per la designazione del candidato sindaco da opporre al democratico Virginio Merola, scrive oggi anche La Stampa di Torino con un pezzo firmato da Franco Giubilei. L'articolo - sorpresa ma non troppo - inizia citando un "documentario che gira da mesi" da queste parti e che sta, in qualche modo, condizionando la campagna elettorale.
"Occupiamo l'Emilia" infatti, ha contribuito a far prendere coscienza - sia a una parte che all'altra degli schieramenti politici - del peso e della consistenza della presenza leghista in Emilia-Romagna. Non che per noi autori ciò sia motivo di particolare vanto, ma nemmeno è colpa nostra se abbiamo fotografato una realtà che in troppi si rifiutavano di registrare.
A Bologna, lo scontro tra PDL e Lega sui nomi di Berselli e Bernardini, coordinatore regionale del PDL il primo, eletto nell'aprile 2010 in Regione il secondo, mette in evidenza come il Carroccio sia ormai convinto di poter assumere la guida del centro-destra relegando il partito di Berlusconi (a Bologna e forse non solo) al ruolo di comprimario. Un'inversione che i berlusconiani non possono accettare, forti del fatto di essere pur sempre il primo partito in termini elettorali.
Il punto però è che la Lega è radicata e si sta radicando sempre di più nel territorio emiliano-romagnolo coerente con la propria vocazione (iper)localista, diversamente dal "partito di plastica" inventato da Berlusconi nell'ormai lontano 1994, incapace da sempre di trovare una dimensione credibile a livello territoriale.
Riporta Giubilei nel suo pezzo: Il politologo Gianfranco Pasquino commenta così la possibilità-Bernardini:«E’ giovane, è un bell’uomo, è persona gradevole, è un avvocato. Di certo andrebbe a sconfitta sicura, ma la Lega è molto lungimirante: sanno di non poter vincere però sanno anche che aumenteranno i voti per la loro lista, e la prossima volta ci proveranno di nuovo. La Lega qui sta costruendo il suo futuro».
"Occupiamo l'Emilia" infatti, ha contribuito a far prendere coscienza - sia a una parte che all'altra degli schieramenti politici - del peso e della consistenza della presenza leghista in Emilia-Romagna. Non che per noi autori ciò sia motivo di particolare vanto, ma nemmeno è colpa nostra se abbiamo fotografato una realtà che in troppi si rifiutavano di registrare.
A Bologna, lo scontro tra PDL e Lega sui nomi di Berselli e Bernardini, coordinatore regionale del PDL il primo, eletto nell'aprile 2010 in Regione il secondo, mette in evidenza come il Carroccio sia ormai convinto di poter assumere la guida del centro-destra relegando il partito di Berlusconi (a Bologna e forse non solo) al ruolo di comprimario. Un'inversione che i berlusconiani non possono accettare, forti del fatto di essere pur sempre il primo partito in termini elettorali.
Il punto però è che la Lega è radicata e si sta radicando sempre di più nel territorio emiliano-romagnolo coerente con la propria vocazione (iper)localista, diversamente dal "partito di plastica" inventato da Berlusconi nell'ormai lontano 1994, incapace da sempre di trovare una dimensione credibile a livello territoriale.
Riporta Giubilei nel suo pezzo: Il politologo Gianfranco Pasquino commenta così la possibilità-Bernardini:«E’ giovane, è un bell’uomo, è persona gradevole, è un avvocato. Di certo andrebbe a sconfitta sicura, ma la Lega è molto lungimirante: sanno di non poter vincere però sanno anche che aumenteranno i voti per la loro lista, e la prossima volta ci proveranno di nuovo. La Lega qui sta costruendo il suo futuro».
venerdì 18 febbraio 2011
Online il Pressbook del film
Incrociando le dita, tra pochi giorni dovrebbe essere finalmente in libreria il dvd (accompagnato da un libro) di "Occupiamo l'Emilia". Intanto è possibile leggere e downloadare il Pressbook del film: tutto quello che è stato scritto sulla stampa nazionale e locale riguardo al documentario sull'avanzata della Lega Nord nella regione rossa per eccellenza.
Per effettuare direttamente il download, clicca qui.
Il Pressbook di "Occupiamo l'Emilia"
Per effettuare direttamente il download, clicca qui.
mercoledì 15 dicembre 2010
Quei mal di pancia per Silvio
E' una cosa che abbiamo più volte riscontrato durante il nostro viaggio per realizzare "Occupiamo l'Emilia": in Lega, tra i militanti, è sempre più mal digerita l'alleanza con Berlusconi.
Così come, sia in Emilia che Romagna il Pdl viene percepito ormai più come un competitor che come un alleato più o meno affidabile.
E il "caso Russotto", scoppiato ieri a Novellara (RE) dopo il voto di fiducia al governo Berlusconi, conferma l'insofferenza crescente.
Orazio Russotto, dirigente storico della Lega (è stato capogruppo in consiglio comunale, ex-commissario provinciale ed ex-membro del direttivo nazionale), si è tolto il fazzoletto verde e ha abbandonato il partito: «Come può un partito che nasce sulle macerie di Mani pulite essere il primo alleato di Berlusconi e collocarsi nel centrodestra? Che bella la Lega di un tempo, che non era nè di destra né di sinistra ma intransigente sui princìpi», ha spiegato l'ormai ex esponente del Carroccio.
In un articolo pubblicato su ItaliaOggi - Fuga per la vittoria - si fa il punto sui vari sommovimenti più o meno sotterranei di questa stagione della Lega emiliana.
Con l'immancabile citazione del nostro film, ormai riferimento imprescindibile quando si parla del fenomeno.
Così come, sia in Emilia che Romagna il Pdl viene percepito ormai più come un competitor che come un alleato più o meno affidabile.
E il "caso Russotto", scoppiato ieri a Novellara (RE) dopo il voto di fiducia al governo Berlusconi, conferma l'insofferenza crescente.
Orazio Russotto, dirigente storico della Lega (è stato capogruppo in consiglio comunale, ex-commissario provinciale ed ex-membro del direttivo nazionale), si è tolto il fazzoletto verde e ha abbandonato il partito: «Come può un partito che nasce sulle macerie di Mani pulite essere il primo alleato di Berlusconi e collocarsi nel centrodestra? Che bella la Lega di un tempo, che non era nè di destra né di sinistra ma intransigente sui princìpi», ha spiegato l'ormai ex esponente del Carroccio.
In un articolo pubblicato su ItaliaOggi - Fuga per la vittoria - si fa il punto sui vari sommovimenti più o meno sotterranei di questa stagione della Lega emiliana.
Con l'immancabile citazione del nostro film, ormai riferimento imprescindibile quando si parla del fenomeno.
mercoledì 1 dicembre 2010
Bossi: "Silvio accoltellato alle spalle dagli Usa" (che studiano l'avanzata leghista attraverso "Occupiamo l'Emilia"...)
Il nostro documentario è stato di nuovo segnalato sulla stampa nazionale. Sul Corriere della Sera di oggi Marco Cremonesi, uno tra i più acuti osservatori politici in ambito giornalistico, pubblica un articolo in cui si dà conto della solidarietà di Umberto Bossi a Berlusconi all'indomani della pubblicazione dei dispacci diplomatici riservati da parte di Wikileaks. Il vero mistero per gli americani, però, rimane proprio il Senatùr. Scrive infatti Cremonesi:
"Eppure, per gli americani, il capo padano resta sempre qualcosa di difficile da decifrare. Al punto che il mese scorso il consolato di Milano ha invitato per uno scambio di vedute e una proiezione riservata gli autori di «Occupiamo l`Emilia», il documentario sulla penetrazione del verbo leghista nella roccaforte rossa. E non è raro il vedere tra il pubblico dei comizi del capo padano l`incaricato dell`ambasciata Usa".
"Eppure, per gli americani, il capo padano resta sempre qualcosa di difficile da decifrare. Al punto che il mese scorso il consolato di Milano ha invitato per uno scambio di vedute e una proiezione riservata gli autori di «Occupiamo l`Emilia», il documentario sulla penetrazione del verbo leghista nella roccaforte rossa. E non è raro il vedere tra il pubblico dei comizi del capo padano l`incaricato dell`ambasciata Usa".
martedì 26 ottobre 2010
Narrare l'Italia contemporanea
Su Panorama Cult, un articolo di Stefania Berbenni sui "documentari narrativo": "così si chiamano questi film che non sono film né reportage, diventati di gran moda. Ma forse il termine è inappropriato".
"Diciamo che la realtà, uscita dalla porta del cinema, è rientrata dalla finestra grazie a questo genere di racconto per immagini sulla cui definizione si accapigliano gli addetti ai lavori: docufilm, documentario narrativo?"
«È l’antireportage, non è un racconto giornalistico né un film fatto con pochi soldi. Il documentario narrativo ha una scrittura, una sceneggiatura e, soprattutto, uno sguardo. Sceglie il modo in cui raccontare».
Parola di Giovanna Taviani, anima del Salina Docfest, l’unica rassegna specializzata in questo genere, regista e frequentatrice del genere (alla Mostra di Venezia ha presentato il suo Fughe e approdi)."
Tra i lavori citati nell'articolo, anche "Occupiamo l'Emilia". Tre righe, ma dense: "Tre giornalisti (Paolo Tomassone, Stefano Aurighi e Davide Lombardi) hanno battuto per tre mesi l’Emilia-Romagna per capire come abbia fatto la Lega a conquistare il cuore degli ex comunisti. Risultato: Occupiamo l’Emilia, documentario molto istruttivo sulla politica italiana".
"Diciamo che la realtà, uscita dalla porta del cinema, è rientrata dalla finestra grazie a questo genere di racconto per immagini sulla cui definizione si accapigliano gli addetti ai lavori: docufilm, documentario narrativo?"
«È l’antireportage, non è un racconto giornalistico né un film fatto con pochi soldi. Il documentario narrativo ha una scrittura, una sceneggiatura e, soprattutto, uno sguardo. Sceglie il modo in cui raccontare».
Parola di Giovanna Taviani, anima del Salina Docfest, l’unica rassegna specializzata in questo genere, regista e frequentatrice del genere (alla Mostra di Venezia ha presentato il suo Fughe e approdi)."
Tra i lavori citati nell'articolo, anche "Occupiamo l'Emilia". Tre righe, ma dense: "Tre giornalisti (Paolo Tomassone, Stefano Aurighi e Davide Lombardi) hanno battuto per tre mesi l’Emilia-Romagna per capire come abbia fatto la Lega a conquistare il cuore degli ex comunisti. Risultato: Occupiamo l’Emilia, documentario molto istruttivo sulla politica italiana".
mercoledì 20 ottobre 2010
Tra i leghisti veleni e sospetti: in Emilia è già questione morale
Su Il Mattino di Napoli, la quarta parte di un'inchiesta sulla Lega in Emilia firmata da Gigi Di Fiore.
sabato 9 ottobre 2010
Alla conquista della Rossa
Anche Lettera43, il nuovo quotidiano online diretto da Paolo Madron e lanciato appena giovedì scorso, dedica ad "Occupiamo l'Emilia" un pezzo firmato da Rossana Malacart.
domenica 3 ottobre 2010
Perfino Obama tiene d'occhio la Lega
Anche su "Il Resto del Carlino" di oggi, edizione nazionale, viene dato ampio conto dell'interesse degli Stati Uniti per il fenomeno Lega Nord in Emilia a partire dal nostro film inchiesta.
Oltre a un'intervista di Ettore Tazzioli al politologo Alessandro Amadori (presente all'incontro), nella pagina dei "Idee e opinioni" interviene Beppe Boni.
Intervista e commento possono essere letti integralmente qui.
Focus Usa su "Occupiamo l'Emilia"
Il nostro incontro presso il consolato americano di Milano per discutere, a partire dal film inchiesta "Occupiamo l'Emilia", sull'avanzata della Lega in Emilia-Romagna, ha avuto ampia ripercussione anche sulla stampa. Di seguito ne riportiamo qualche esempio.
La notizia finisce sulla prima pagina de "La Padania" di oggi che, alle pagine 6 e 7 dedica un ampio articolo all'evento accompagnato da un'intervista ad Angelo Alessandri, segretario della Lega Nord Emilia e un'altra ad Alessandro Amadori, politologo presente all'incontro.
Repubblica di oggi a pag. 12:
La Gazzetta di Modena a pag. 14:
La notizia finisce sulla prima pagina de "La Padania" di oggi che, alle pagine 6 e 7 dedica un ampio articolo all'evento accompagnato da un'intervista ad Angelo Alessandri, segretario della Lega Nord Emilia e un'altra ad Alessandro Amadori, politologo presente all'incontro.
Repubblica di oggi a pag. 12:
La Gazzetta di Modena a pag. 14:
sabato 2 ottobre 2010
Usa studiano avanzata leghista e conseguenze: focus su inchiesta
Milano, 2 ott. (Apcom) - Gli Stati Uniti "studiano" l'avanzata della Lega Nord in Emilia-Romagna, per valutarne gli effetti a livello nazionale e internazionale. Il Console americano per gli affari politici ed economici, Benjamin Wahlauer, ha ricevuto ieri in forma riservata a Milano, nella sede del consolato, Stefano Aurighi, Davide Lombardi e Paolo Tomassone, autori del film-inchiesta "Occupiamo l'Emilia", il documentario sull'avanzata della Lega Nord nella regione rossa per eccellenza, in cui il Carroccio è andato oltre il 10% in 308 dei 348 comuni della regione alle ultime elezioni regionali.
Il documentario è stato proiettato alla presenza degli autori, del Console, della vice Console Sonia Tarantolo, di una selezione di analisti politici e di alcuni funzionari del consolato americano. Alla proiezione è seguito un confronto sui temi messi in evidenza dal film. In particolare, si è discusso degli aspetti legati alla possibilità che il progressivo consenso della Lega Nord in Emilia possa contribuire a consolidare il modello di un'Italia a due velocità, determinando una sorta di secessione "di fatto".
Ai lavori presso il Consolato americano di Milano ha partecipato il politologo Alessandro Amadori, secondo cui "Occupiamo l'Emilia" è "un lavoro rivelatore, che non ha schemi ideologici, che non parte da idee preconcette e che mostra con la concretezza della testimonianza documentale reale" gli scenari politici: "Nuove forze politiche - ha commentato Amadori - stanno producendo cambiamenti forti in Italia, e l'epicentro di questi cambiamenti dello scenario è proprio una regione considerata tradizionalista dal punto di vista politico come l'Emilia-Romagna. La forza della Lega sta nella capacità di ascoltare i problemi, nella formazione dei quadri e nell'inclusione, cioè nella capacità di far sentire 'a casa' i propri militanti".
Un intervento di Alessandro Amadori, oltre ad una selezione di scene del film e altri materiali relativi a "Occupiamo l'Emilia", sono disponibili sul blog occupiamolemilia.blogspot.com.
Il documentario dura 75 minuti ed è stato realizzato tra giugno e settembre 2010. Raccoglie interviste di militanti e dirigenti leghisti emiliani e romagnoli, incontrati lungo la via Emilia, da Piacenza a Rimini, passando anche da piccoli comuni nell'Appennino come Bettola il paese di nascita del segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, dove il Carroccio ha totalizzato il 35% delle preferenze alle ultime elezioni regionali.
La notizia ripresa anche da Lastampa.it.
Il documentario è stato proiettato alla presenza degli autori, del Console, della vice Console Sonia Tarantolo, di una selezione di analisti politici e di alcuni funzionari del consolato americano. Alla proiezione è seguito un confronto sui temi messi in evidenza dal film. In particolare, si è discusso degli aspetti legati alla possibilità che il progressivo consenso della Lega Nord in Emilia possa contribuire a consolidare il modello di un'Italia a due velocità, determinando una sorta di secessione "di fatto".
Ai lavori presso il Consolato americano di Milano ha partecipato il politologo Alessandro Amadori, secondo cui "Occupiamo l'Emilia" è "un lavoro rivelatore, che non ha schemi ideologici, che non parte da idee preconcette e che mostra con la concretezza della testimonianza documentale reale" gli scenari politici: "Nuove forze politiche - ha commentato Amadori - stanno producendo cambiamenti forti in Italia, e l'epicentro di questi cambiamenti dello scenario è proprio una regione considerata tradizionalista dal punto di vista politico come l'Emilia-Romagna. La forza della Lega sta nella capacità di ascoltare i problemi, nella formazione dei quadri e nell'inclusione, cioè nella capacità di far sentire 'a casa' i propri militanti".
Un intervento di Alessandro Amadori, oltre ad una selezione di scene del film e altri materiali relativi a "Occupiamo l'Emilia", sono disponibili sul blog occupiamolemilia.blogspot.com.
Il documentario dura 75 minuti ed è stato realizzato tra giugno e settembre 2010. Raccoglie interviste di militanti e dirigenti leghisti emiliani e romagnoli, incontrati lungo la via Emilia, da Piacenza a Rimini, passando anche da piccoli comuni nell'Appennino come Bettola il paese di nascita del segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, dove il Carroccio ha totalizzato il 35% delle preferenze alle ultime elezioni regionali.
La notizia ripresa anche da Lastampa.it.
martedì 21 settembre 2010
Lega: Emilia 'verde'? La secessione possibile in un docu-film
'Occupiamo l'Emilia' di Tomassone, Aurighi e Lombardi cerca di capire perche' il Carroccio cresce nella regione rossa.
Bologna, 5 set. - (Adnkronos) - L'avanzata della Lega Nord in Emilia ha proporzioni che nessuno da queste parti si sarebbe mai potuto immaginare. Eppure le ultime elezioni regionali hanno segnato un successo per il partito di Umberto Bossi. Tanto che tre giornalisti, Paolo Tomassone, Stefano Aurighi e Davide Lombardi, in un docu-film che promette di diventare un vero e proprio caso editorale, dal titolo 'Occupiamo l'Emilia' hanno cercato di chiarire il perché l'Emilia potrebbe diventare 'verde' e indagato le ragioni che dunque avvallerebbero la possibilità di una secessione 'di fatto'.
Il progetto nasce in una circostanza molto particolare: il funerale del giornalista Edmondo Berselli. In quella occasione i tre si trovano a ragionare sulle capacità di analisi di Berselli e quasi naturalmente il discorso passa su un soggetto che di analisi, effettivamente, ne richiederebbe parecchia, soprattutto in Emilia, con i successi elettorali del Carroccio in una regione rossa.
Quindi decidono di armarsi di videocamera e iniziano un percorso nei luoghi simbolo della Lega in Emilia Romagna. Interrogano, intervistano, propongono anche un punto di vista differente, quello dell'opposizione, rappresentata dal segretario regionale Stefano Bonaccini.
E la tesi può, fondamentalmente, essere questa: la Lega è presente sui territori con in suoi uomini che intercettano i bisogni della gente, soprattutto della classe operaia, che in fabbrica si rivolge alla Fiom, ma nel segreto dell'urna vota Lega Nord. Prima tappa Bettola, patria di Pier Luigi Bersani, che qui nasce il 29 settembre del 1951, dove quasi il 35% dei cittadini nell'ultima tornata elettorale ha espresso preferenze per il Carroccio. Un dato che fa riflettere.
"In Valmarecchia poi - raccontano Aurighi e Tomassone - la Lega, dopo tanti anni di battaglie, è riuscita ad assicurare ai cittadini ciò che da tempo chiedevano", cioè che sette comuni svenissero annessi (nel 2009) alla provincia di Rimini. "Un fatto che dà l'idea che la battaglia per i territori sia appannaggio della Lega".
"Anche sul tema della legalità la strategia si dimostra vincente, laddove anche chi non vota, nè mai lo farebbe, riconosce che la Lega sta con la gente". E questo perché, chiariscono, il segno della presenza è tangibile. "Non significa in assoluto efficace, ma dove i vigili urbani sono per strada, le denunce sono triplicate e gli arresti quadruplicati, allora è chiaro che la scelta dell'amministrazione comunale a presidio del territiorio infonde sicurezza".
"Quello che abbiano potuto constatare - raccontano ancora - è che spesso le motivazioni che portano al voto non sono così chiare, nel senso che molti non le sanno spiegare. E' un voto di pancia, soprattutto dove i ritardi del Pd sono stati eccessivi. La Lega non fa nulla di particolarmente importante, ma cavalca le situazioni irrisolte lasciate dal Pd".
Insomma, armati della sola telecamera e di tanta curiosità e voglia di indagare, Tomassone, Aurighi e Lombardi, autofinanziandosi, hanno persorso in lungo e in largo la regione per un mese e mezzo, taccando Bettola, Parma, Medesano, Reggio Emilia, Brescello, Bibbiano, Sassuolo, Modena, Bologna, Cento, Forlì, la Valmarecchia, fino a Pontida, per dimostrare che "se davvero la Lega dovesse arrivare in Emilia, si tratterebbe di fatto di una secessione del Nord". E tutto questo "sostanzilmente adottando - aggiungono - le regole del vecchio Pci, ovvero stringendo le mani alla gente, anche nei posti più lontani e dimenticati".
Tutto è finito in un dvd, perché, spiega Aurighi, "la voglia di raccontare era così dirompente". Rispetto allo scopo, "vorremmo che 'Occupiamo l'Emilia' diventasse un contributo al dibattito. Pensate cosa significherebbe se lo proiettasseso alla festa del Pd nazionale a Torino". Staremo a vedere se la sfida verrà raccolta. (Mem/Gs/Adnkronos)
Bologna, 5 set. - (Adnkronos) - L'avanzata della Lega Nord in Emilia ha proporzioni che nessuno da queste parti si sarebbe mai potuto immaginare. Eppure le ultime elezioni regionali hanno segnato un successo per il partito di Umberto Bossi. Tanto che tre giornalisti, Paolo Tomassone, Stefano Aurighi e Davide Lombardi, in un docu-film che promette di diventare un vero e proprio caso editorale, dal titolo 'Occupiamo l'Emilia' hanno cercato di chiarire il perché l'Emilia potrebbe diventare 'verde' e indagato le ragioni che dunque avvallerebbero la possibilità di una secessione 'di fatto'.
Il progetto nasce in una circostanza molto particolare: il funerale del giornalista Edmondo Berselli. In quella occasione i tre si trovano a ragionare sulle capacità di analisi di Berselli e quasi naturalmente il discorso passa su un soggetto che di analisi, effettivamente, ne richiederebbe parecchia, soprattutto in Emilia, con i successi elettorali del Carroccio in una regione rossa.
Quindi decidono di armarsi di videocamera e iniziano un percorso nei luoghi simbolo della Lega in Emilia Romagna. Interrogano, intervistano, propongono anche un punto di vista differente, quello dell'opposizione, rappresentata dal segretario regionale Stefano Bonaccini.
E la tesi può, fondamentalmente, essere questa: la Lega è presente sui territori con in suoi uomini che intercettano i bisogni della gente, soprattutto della classe operaia, che in fabbrica si rivolge alla Fiom, ma nel segreto dell'urna vota Lega Nord. Prima tappa Bettola, patria di Pier Luigi Bersani, che qui nasce il 29 settembre del 1951, dove quasi il 35% dei cittadini nell'ultima tornata elettorale ha espresso preferenze per il Carroccio. Un dato che fa riflettere.
"In Valmarecchia poi - raccontano Aurighi e Tomassone - la Lega, dopo tanti anni di battaglie, è riuscita ad assicurare ai cittadini ciò che da tempo chiedevano", cioè che sette comuni svenissero annessi (nel 2009) alla provincia di Rimini. "Un fatto che dà l'idea che la battaglia per i territori sia appannaggio della Lega".
"Anche sul tema della legalità la strategia si dimostra vincente, laddove anche chi non vota, nè mai lo farebbe, riconosce che la Lega sta con la gente". E questo perché, chiariscono, il segno della presenza è tangibile. "Non significa in assoluto efficace, ma dove i vigili urbani sono per strada, le denunce sono triplicate e gli arresti quadruplicati, allora è chiaro che la scelta dell'amministrazione comunale a presidio del territiorio infonde sicurezza".
"Quello che abbiano potuto constatare - raccontano ancora - è che spesso le motivazioni che portano al voto non sono così chiare, nel senso che molti non le sanno spiegare. E' un voto di pancia, soprattutto dove i ritardi del Pd sono stati eccessivi. La Lega non fa nulla di particolarmente importante, ma cavalca le situazioni irrisolte lasciate dal Pd".
Insomma, armati della sola telecamera e di tanta curiosità e voglia di indagare, Tomassone, Aurighi e Lombardi, autofinanziandosi, hanno persorso in lungo e in largo la regione per un mese e mezzo, taccando Bettola, Parma, Medesano, Reggio Emilia, Brescello, Bibbiano, Sassuolo, Modena, Bologna, Cento, Forlì, la Valmarecchia, fino a Pontida, per dimostrare che "se davvero la Lega dovesse arrivare in Emilia, si tratterebbe di fatto di una secessione del Nord". E tutto questo "sostanzilmente adottando - aggiungono - le regole del vecchio Pci, ovvero stringendo le mani alla gente, anche nei posti più lontani e dimenticati".
Tutto è finito in un dvd, perché, spiega Aurighi, "la voglia di raccontare era così dirompente". Rispetto allo scopo, "vorremmo che 'Occupiamo l'Emilia' diventasse un contributo al dibattito. Pensate cosa significherebbe se lo proiettasseso alla festa del Pd nazionale a Torino". Staremo a vedere se la sfida verrà raccolta. (Mem/Gs/Adnkronos)
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