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venerdì 11 marzo 2011

Pasado!

Passarono... le Officine Tolau a San Lazzaro di Savena per presentare "Occupiamo l'Emilia".

Nonostante l'articolo (lo si può leggere in calce) del Carlino di Bologna, il giorno dopo, riporti il dibattito che ha preso spunto da un fantomatico e misterioso film "sull'avanzata della Lega Nord in Emilia" senza mai accennare nemmeno di striscio al titolo (da evincere solo dal meraviglioso manifesto della serata preparato dagli organizzatori e pubblicato sul quotidiano - bontà sua - a corredo del pezzo).

Un po' come parlare di quel famoso film che racconta di "sei replicanti (tre maschi e tre femmine)  fuggiti dalle colonie extramondo e giunti furtivamente a Los Angeles per cercare di introdursi nella fabbrica dove sono stati prodotti, nella speranza di riuscire a modificare la loro imminente data di termine".

O, che so, di quello che narra "l'epopea di un immigrato siciliano negli Usa che, dopo anni di crimine, principalmente nell'organizzazione del gioco d'azzardo illegale e nei racket sindacali, si afferma come il più potente dei capi-mafia italo-statunitensi della città di New York". Seguono vicende (si tratta infatti di un'epopea in tre parti) di figli e nipoti del boss. Alla fine del terzo film della serie la figlia dell'ultimo boss viene assassinata all'uscita da teatro.
Segue dibattito.

La serata però, presenti il segretario del PD emiliano-romagnolo Stefano Bonaccini e il politologo Massimiliano Panarari, è stata piacevole e partecipata.

Le foto sono di Luca Calconi che, al solito, ringraziamo.








Stefano Bonaccini


Massimiliano Panarari


domenica 5 settembre 2010

Quel lumbàrd calato in Emilia

Ieri è venuto a trovarci Giuseppe "Pippo" Civati.

Il consigliere regionale Pd della Lombardia, uno dei più autorevoli rappresentanti della nuova leva politica italiana nell'area del centrosinistra, è venuto a Modena - ci ha detto - "per capire" com'è nato il progetto di Occupiamo l'Emilia, come si è sviluppato, cosa pensiamo della Lega Nord, del Pd, del futuro politico dell'Emilia-Romagna.

E' stato un incontro fatto di tantissime domande: le sue, certo, ma anche le nostre, perchè di risposte certe non ce ne sono molte. E a noi questa cosa è piaciuta moltissimo, perchè è la stessa cosa che muove anche noi nel nostro lavoro: fare (e farsi) le domande giuste per provare a capire.

Abbiamo parlato di politica, di giornalismo, di classe dirigente nuova e meno nuova, ma anche di libri, di linguaggi e - ebbene si - del Trota e di Formigoni, di d'Alema e Berlusconi, di Maroni e di Vendola, di Tizio e di Caio, abbandonandoci qua e là a qualche pillola di gossip corroborante. E sono volate parole come "pre-politica" e "egemonia sottoculturale", "Padania" e "Europa", "Immigrati" e "Italia del futuro".

Per la cronaca, abbiamo bevuto l'aperitivo (di cui metà planato direttamente dal vassoio della cameriera sulla camicia di Giuseppe), per trasferirci poi a mangiare i tortellini dall'Aldina, tipica trattoria modenese.

Ad un certo punto, si è avvicinato al nostro tavolo un signore, che ha puntato il dito verso Pippo: "Lei è Civati"? Pippo - abbandonando per un attimo i tortellini fumanti - ha dovuto ammettere che, si, effettivamente era proprio lui. "Grazie per quello che state facendo" - ha detto quel signore, e ha stretto la mano a Pippo.

A noi, insomma - ma non solo a noi - Pippo piace.
(s.a.)