La rassegna stampa sulla proiezione di stasera alla Sala Truffaut di Modena.
martedì 5 aprile 2011
Anche a Rimini un candidato leghista
Dopo Bologna, anche a Rimini la Lega riesce ad imporre il proprio candidato di coalizione per le Amministrative.
Ma mentre nel capoluogo, fino all'ultimo, il PDL era stato incapace di produrre una propria candidatura ufficiale, a Rimini il partito di Berlusconi aveva individuato il proprio uomo: Marco Lombardi.
Invece, sul filo di lana, il ras della Lega romagnola Gianluca Pini è riuscito a ribaltare la situazione: passo indietro di Lombardi e designazione per l'ex missino Gioenzo Renzi.
Renzi non è leghista, ma la scelta è stata imposta lo stesso dal Carroccio che, in caso di conferma di Lombardi, avrebbe spaccato il centro-destra presentandosi in solitudine.
Ma mentre nel capoluogo, fino all'ultimo, il PDL era stato incapace di produrre una propria candidatura ufficiale, a Rimini il partito di Berlusconi aveva individuato il proprio uomo: Marco Lombardi.
Invece, sul filo di lana, il ras della Lega romagnola Gianluca Pini è riuscito a ribaltare la situazione: passo indietro di Lombardi e designazione per l'ex missino Gioenzo Renzi.
Renzi non è leghista, ma la scelta è stata imposta lo stesso dal Carroccio che, in caso di conferma di Lombardi, avrebbe spaccato il centro-destra presentandosi in solitudine.
lunedì 4 aprile 2011
Martedì 5 aprile proiezione di "Occupiamo l'Emilia" alla Sala Truffaut di Modena
Domani sera 5 aprile, ore 21,00 "Occupiamo l'Emilia" verrà proiettato alla Sala Truffaut di Modena, Via Degli Adelardi, 4 (Tel 059 236288).
Si tratta in assoluto della prima proiezione cinematografica del docu-film, nell'ambito della rassegna Doc In Tour (qui il catalogo completo della manifestazione in pdf).
Alla serata saremo presenti anche noi autori (qui l'elenco completo di tutte le serate in cui è programmato OL'E).
L'immagine qui sotto, è quella del catalogo di Doc In Tour in cui è presentato il nostro film.
La pagina - la chiamiamo noi - delle TolauX5 (ingrandite l'immagine per svelare l'arcano).
Si tratta in assoluto della prima proiezione cinematografica del docu-film, nell'ambito della rassegna Doc In Tour (qui il catalogo completo della manifestazione in pdf).
Alla serata saremo presenti anche noi autori (qui l'elenco completo di tutte le serate in cui è programmato OL'E).
L'immagine qui sotto, è quella del catalogo di Doc In Tour in cui è presentato il nostro film.
La pagina - la chiamiamo noi - delle TolauX5 (ingrandite l'immagine per svelare l'arcano).
Fra la Via Emilia e il Carroccio. Così la Lega ruba voti al PD
Davide Turrini, su ilfattoquotidiano.it edizione Emilia-Romagna, presenta "Occupiamo l'Emilia" con un'intervista a Stefano Aurighi.
Fora da i ball. Sì, ma non i tunisini o i libici. Fuori dalle scatole ci sono finiti, e ci stanno finendo, gli ex votanti, militanti e simpatizzanti dell’ex Pci-Pds-Pd dell’Emilia Romagna. O meglio, di elettori di sinistra in regione, dopo essere saliti in parecchi sul Carroccio di Bossi, sembra ce ne siano sempre meno. Questo il trend elettorale, refrain politico e culturale, dell’assalto leghista alla regione rossa per eccellenza, raccontato nel documentario Occupiamo l’Emilia: in tour per dodici sale dell’Emilia-Romagna tra cui il 13 aprile il Lumiere di Bologna e per ultimo il 23 maggio il Saffi d’essai di Forlì. Un quadro oggettivo di una realtà in rapida evoluzione che mescola interviste dirette ai dirigenti del Carroccio, semplici cittadini, filmati di TelePadania e di youtube, per comprendere l’avanzata della Lega da Piacenza a Rimini, passando da Bologna, dove il candidato a sindaco della Lega Nord Manes Bernardini è diventato il candidato ufficiale per la carica di primo cittadino dell’intero Pdl.
Leggi tutto l'articolo su Il Fatto.
Fora da i ball. Sì, ma non i tunisini o i libici. Fuori dalle scatole ci sono finiti, e ci stanno finendo, gli ex votanti, militanti e simpatizzanti dell’ex Pci-Pds-Pd dell’Emilia Romagna. O meglio, di elettori di sinistra in regione, dopo essere saliti in parecchi sul Carroccio di Bossi, sembra ce ne siano sempre meno. Questo il trend elettorale, refrain politico e culturale, dell’assalto leghista alla regione rossa per eccellenza, raccontato nel documentario Occupiamo l’Emilia: in tour per dodici sale dell’Emilia-Romagna tra cui il 13 aprile il Lumiere di Bologna e per ultimo il 23 maggio il Saffi d’essai di Forlì. Un quadro oggettivo di una realtà in rapida evoluzione che mescola interviste dirette ai dirigenti del Carroccio, semplici cittadini, filmati di TelePadania e di youtube, per comprendere l’avanzata della Lega da Piacenza a Rimini, passando da Bologna, dove il candidato a sindaco della Lega Nord Manes Bernardini è diventato il candidato ufficiale per la carica di primo cittadino dell’intero Pdl.
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mercoledì 30 marzo 2011
Manes Bernardini candidato sindaco per tutto il centro-destra a Bologna
Ce l'ha fatta. Dopo giorni e giorni di contorcimenti vari, alla fine il PDL, il partito di plastica, ha alzato bandiera bianca: candidato sindaco per tutta la coalizione a Bologna sarà il leghista Manes Bernardini.
Una scelta che pareva inevitabile, per quanto sofferta (nel PDL): Bernardini, piaccia o meno, è un candidato credibile per lanciare la sfida al democratico Merola.
Almeno per cercare di raggiungere il ballottaggio.
Da parte sua, Virgin - per quanto siamo sicuri si dichiarerà tranquillo - qualche preoccupazione potrebbe cominciare ad averla.
Una scelta che pareva inevitabile, per quanto sofferta (nel PDL): Bernardini, piaccia o meno, è un candidato credibile per lanciare la sfida al democratico Merola.
Almeno per cercare di raggiungere il ballottaggio.
Da parte sua, Virgin - per quanto siamo sicuri si dichiarerà tranquillo - qualche preoccupazione potrebbe cominciare ad averla.
Eroe padano cercasi
Alberto da Giussano è parecchio lontano (nel tempo), "Barbarossa" - il film del 2009 di Martinelli - è stato un flop al botteghino (vabbé l'epopea padana, ma due ore e mezza di un film sinceramente pallosissimo sono troppe anche per il militante più fervente e poi la solfa era sempre la stessa: l'Alberto, oramai per loro uno come il grande Albertone per noialtri italiani), fatto sta che nella sparuta schiera di miti & leggende arruolabili dalla Lega per dare un po' di sostanza alla saga dell'inesistente Padania (storicamente, più vicina alla Terra di Mezzo del Signore degli Anelli che a qualcosa che ricordi da vicino una vera nazione) bisogna registrare un'ulteriore defezione: se ne è andato uno dei pochi rimasti. Anzi, l'unico che - evitando a lungo di esprimere direttamente le proprie effettive simpatie - lasciava sognare, almeno un po', il popolo padano che lo ha sempre arruolato de facto tra le proprie fila: Davide Van De Sfroos.
Amatissimo dai leghisti, e non solo, a dirla tutta.
Invece, tié, dal ridottissimo empireo dei miti padani (del passato o del presente) si defila anche l'ultimo dei mohicani.
Infatti, non è andata giù ai nostri l'esibizione sanremese del cantautore lombardo, che ha tradito il Carroccio cantando "Viva l'Italia" di Francesco De Gregori.
Van De Sfroos ha aggiunto sale alla ferita dichiarandosi "fiero di cantarla" e aggiungendo "non mi vergogno di essere italiano".
Gettando nello sconforto più totale, prima ancora che il fattaccio accadesse, Andrea Rognoni, direttore del Centro regionale di cultura lombarda e conduttore, sulla radio del Carroccio, della rubrica "Cultura padana".
La segnalazione è dal blog di Daniele Sensi, che di Radio Padania e, in generale di quelli che qui definiamo "leghismi", se ne intende.
Vale la pena ascoltarsi questo minuto e mezzo, di cui gli ultimi trenta secondi di totale disperazione del Rognoni, con un siparietto tra lui e la conduttrice della trasmissione che, da solo, è una perla.
Rognoni, con tono enfatico, pronto a diffondere via etere parole destinate ad essere scolpite per sempre nella (brevissima) Storia della Padania (che verrà, ma forse...): "Dobbiamo ancora trovare un nostro eroe, capito?".
E lei, incapace di cogliere la drammaticità del momento: "C'è una telefonata, Andrea...".
Lui, farfugliando per l'inatteso colpo a cotanto epos: "....un attimo che finisco il concetto..."
Seguono urla dello sconfortato direttore del centro regionale di cultura lombarda: "NON LO ABBIAMO ANCORA TROVATO, CRISTOOOOOO, NON LO ABBIAMO ANCORA TROVATOOOO" (non Nostro Signore, quello lo ha trovato Luca Zaia in Veneto, si riferisce all'eroe padano).
Da non credere.
Anzi, sì.
Amatissimo dai leghisti, e non solo, a dirla tutta.
Invece, tié, dal ridottissimo empireo dei miti padani (del passato o del presente) si defila anche l'ultimo dei mohicani.
Infatti, non è andata giù ai nostri l'esibizione sanremese del cantautore lombardo, che ha tradito il Carroccio cantando "Viva l'Italia" di Francesco De Gregori.
Van De Sfroos ha aggiunto sale alla ferita dichiarandosi "fiero di cantarla" e aggiungendo "non mi vergogno di essere italiano".
Gettando nello sconforto più totale, prima ancora che il fattaccio accadesse, Andrea Rognoni, direttore del Centro regionale di cultura lombarda e conduttore, sulla radio del Carroccio, della rubrica "Cultura padana".
La segnalazione è dal blog di Daniele Sensi, che di Radio Padania e, in generale di quelli che qui definiamo "leghismi", se ne intende.
Vale la pena ascoltarsi questo minuto e mezzo, di cui gli ultimi trenta secondi di totale disperazione del Rognoni, con un siparietto tra lui e la conduttrice della trasmissione che, da solo, è una perla.
Rognoni, con tono enfatico, pronto a diffondere via etere parole destinate ad essere scolpite per sempre nella (brevissima) Storia della Padania (che verrà, ma forse...): "Dobbiamo ancora trovare un nostro eroe, capito?".
E lei, incapace di cogliere la drammaticità del momento: "C'è una telefonata, Andrea...".
Lui, farfugliando per l'inatteso colpo a cotanto epos: "....un attimo che finisco il concetto..."
Seguono urla dello sconfortato direttore del centro regionale di cultura lombarda: "NON LO ABBIAMO ANCORA TROVATO, CRISTOOOOOO, NON LO ABBIAMO ANCORA TROVATOOOO" (non Nostro Signore, quello lo ha trovato Luca Zaia in Veneto, si riferisce all'eroe padano).
Da non credere.
Anzi, sì.
Clandestini padani
Cosa accadrebbe se l'invocata indipendenza padana diventasse veramente una realtà, invece che una boutade da spendere nei comizi o in agosto quando, nella calura estiva, ogni anno Bossi chiama/i media rispondono?
Ipotesi fantascientifica d'accordo, ma su Diritto di critica il giornalista Emilio Fabio Torsello ha provato lo stesso a darsi una risposta.
Una provocazione, spiega, ma neanche poi tanto a pensarci solo un po'.
"I padani? Secondo la legge Bossi-Fini rischierebbero di essere rinchiusi nei Cie"
Scrive Torsello: "La conseguenza più immediata riguarderebbe proprio lo status dei celoduristi in Italia: diverrebbero clandestini. Non avendo stretto patti con l'Europa né sottoscritto accordi per la libera circolazione nell'Unione, la condizione dei leghisti che vivessero al di fuori dei confini padani sarebbe quella di clandestini. Come i libici e i tunisini. In caso di identificazione, inoltre, in ottemperanza alla legge Bossi-Fini le forze dell'ordine italiane sarebbero costrette a portare i padani nei famigerati Centri di Identificazione ed Espulsione dove - secondo le normative europee - dovrebbero restare per sei mesi. E nel malaugurato caso in cui qualcuno di questi si trovasse - come spesso accade - in vacanza nel Sud Italia, alla minima irregolarità rischierebbe il Cie".
Leggi tutto l'articolo su Diritto di Critica.
Ipotesi fantascientifica d'accordo, ma su Diritto di critica il giornalista Emilio Fabio Torsello ha provato lo stesso a darsi una risposta.
Una provocazione, spiega, ma neanche poi tanto a pensarci solo un po'.
"I padani? Secondo la legge Bossi-Fini rischierebbero di essere rinchiusi nei Cie"
Scrive Torsello: "La conseguenza più immediata riguarderebbe proprio lo status dei celoduristi in Italia: diverrebbero clandestini. Non avendo stretto patti con l'Europa né sottoscritto accordi per la libera circolazione nell'Unione, la condizione dei leghisti che vivessero al di fuori dei confini padani sarebbe quella di clandestini. Come i libici e i tunisini. In caso di identificazione, inoltre, in ottemperanza alla legge Bossi-Fini le forze dell'ordine italiane sarebbero costrette a portare i padani nei famigerati Centri di Identificazione ed Espulsione dove - secondo le normative europee - dovrebbero restare per sei mesi. E nel malaugurato caso in cui qualcuno di questi si trovasse - come spesso accade - in vacanza nel Sud Italia, alla minima irregolarità rischierebbe il Cie".
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